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venerdì 30 ottobre 2009

Concorso pubblico per Assistente Amministrativo Scolastico per le scuole del Trentino

Concorso pubblico, per titoli ed esami, per assunzioni con contratto a tempo indeterminato e determinato
[Il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato per le ore 16,30 del giorno 25 novembre 2009]
[Titolo di studio richiesto : diploma di istruzione secondaria di secondo grado (che consenta l'accesso agli studi universitari )]
IUniScuola - «ECCO IL BANDO»:
Informativa generale
Bando di concorso
Modulo domanda
Elenco titoli
Normativa di riferimento:
Assistente Amministrativo Scolastico - Categoria C
Concorso pubblico, per titoli ed esami, per assunzioni con contratto a tempo indeterminato e determinato
Del. n. 2453 del 16/10/2009

giovedì 22 ottobre 2009

Influenza A H1N1. Al via la campagna informativa nelle scuole della Regione Emilia-Romagna

IUniScuola.Ecco il comunicato della GIUNTA REGIONALE del 16 ottobre 2009:
[Visualizza>>>Video, materiali informativi e una Locandina ], ma anche un supporto alla prevenzione con fazzolettini, asciugamani usa e getta, contenitori di carta: prende il via nei prossimi giorni la campagna di sensibilizzazione per la prevenzione dell’influenza A H1N1 nelle scuole.

L’iniziativa, presentata questa mattina in Regione dagli assessori alla Sanità Giovanni Bissoni e alla Scuola Giovanni Sedioli e dal direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale Marcello Limina, si inserisce nel quadro di collaborazione tra Istituzioni scolastiche, Regione, Servizio sanitario e Comuni nella gestione degli interventi per la tutela della salute all’interno delle comunità scolastiche.

Nel caso specifico, si tratta della gestione degli interventi relativi alla influenza A H1N1: punti di riferimento per la comunicazione diretta tra scuole e servizi sanitari, vaccinazioni, sorveglianza sull’andamento dell’epidemia.

"La campagna che abbiamo realizzato è per alcuni aspetti di sdrammatizzazione - ha spiegato l'assessore Bissoni - Si è parlato per tanto tempo di chiudere le scuole, finalmente siamo tornati a una situazione di buon senso, e a gestire i problemi sanitari nelle scuole come sempre saranno gli operatori sanitari, assieme all'autorità scolastica e agli insegnanti. Abbiamo voluto dare un messaggio chiaro, e mettere a disposizione concretamente dei ragazzi i fazzolettini e asciugamani che dopo che si è usati è bene gettare".

"Sono consigli semplici che puntano l'attenzione ai comportamenti personali - ha detto l'assessore Sedioli - e che riportano al compito educativo della scuola. Ricordiamo che ciò che si pratica e si insegna in ambito scolastico ha molto spesso una ricaduta positiva anche in altri ambienti, come ad esempio in famiglia".
La campagna di sensibilizzazione e la fornitura di fazzolettini, asciugamani, contenitori di cartone
Un video di 4 minuti, “L’influenza non si trasmette per radio”, con personaggi animati, che rappresentano bambini e bambine in un’aula di doposcuola, racconta come si trasmette l’influenza; informa sui pochi, ma essenziali comportamenti da adottare per prevenire il contagio (come lavarsi le mani, usare il fazzolettino di carta una sola volta, non scambiarsi matite, bicchieri, forchette e cannucce con altri bambini, evitare di toccarsi gli occhi, la bocca e il naso con le mani sporche); raccomanda di rivolgersi all’insegnante se non ci si sente bene e, nel caso di influenza, di restare a casa e di “farsi coccolare”.
Sarà a disposizione delle scuole primarie, ma anche di nidi d’infanzia e scuole materne dove, per la presentazione, sarà necessaria la mediazione degli educatori. E’ prodotto in 18mila copie (prevedendo un DVD ogni classe delle scuole interessate).
Un depliant, con gli stessi contenuti e con lo stesso linguaggio adatto all’infanzia, sarà a disposizione delle stesse scuole e delle famiglie, che ne verranno a conoscenza attraverso i bambini. E’ stato prodotto in 300mila copie.
Per le scuole secondarie di primo grado e di secondo grado saranno invece a disposizione depliant (430mila copie) e locandine prodotti per un pubblico adulto: “Influenza A H1N1. La prevenzione è nelle tue mani”.
A sostegno di questa campagna di informazione e sensibilizzazione e per dare un contributo concreto a buone pratiche di prevenzione (oltre a uno stimolo per continuare a praticarle) la Regione mette a disposizione di nidi d’infanzia, scuole materne, scuole primarie, scuole secondarie di primo grado fazzolettini di carta (1 milione di pacchetti da 5 fazzolettini ciascuno, un quantitativo che consente di offrire 2-3 pacchetti ogni bambino), asciugamani di carta (circa quattrocento per ogni classe), contenitori di carta per la distribuzione di fazzolettini e asciugamani (20mila, 1 ogni classe) e cestini, sempre di carta, per gettare fazzolettini e asciugamani dopo l’uso (20mila, 1 ogni classe). Saranno a disposizione di nidi d’infanzia, scuole materne, scuole primarie e scuole secondarie di primo grado.
Tutti i materiali saranno consegnati alle scuole dalle Aziende Usl con diverse spedizioni; il termine delle consegne è previsto per i primi di novembre.
L’iniziativa interessa complessivamente poco meno di 5000 Istituti scolastici per circa 20.000 classi: oltre 900 nidi d’infanzia, circa 2000 scuole materne, più di 1000 scuole primarie, oltre 400 scuole secondarie di primo grado, oltre 350 scuole secondarie di secondo grado. I bambini e ragazzi nella fascia di età 0-18 anni sono oltre 700.000.
Gli interventi relativi all’influenza A H1N1: la collaborazione tra Servizio sanitario regionale e Istituzioni scolastiche, la sorveglianza della diffusione della malattia estesa anche alle scuole, la vaccinazione
In questa specifica occasione, per permettere un collegamento più facile tra la scuola e il Servizio sanitario, e favorire così una comunicazione diretta e competente, le Aziende Usl hanno fornito alle Istituti scolastici l’elenco dei medici (dei Servizi di igiene pubblica e di Pediatria di comunità) da considerare il punto di riferimento per ogni problematica relativa a questa influenza. Questi medici potranno essere interpellati telefonicamente per richieste di informazioni sulla malattia o sulla vaccinazione, per segnalare situazioni particolarmente gravi o di difficile gestione per le quali sia necessaria una specifica consulenza specialistica.
Il sistema di sorveglianza sull’influenza A H1N1 in Emilia-Romagna è stato allargato anche al mondo scolastico prevedendo un monitoraggio delle assenze. Le scuole rappresentano infatti un importante punto di osservazione in quanto i bambini risultano più colpiti degli adulti e degli anziani da questa influenza, ma anche perché nelle scuole, come avviene in tutti gli ambienti collettivi, sono favoriti i contatti e dunque sono moltiplicate le possibilità di contagio.
Il monitoraggio delle assenze interessa scuole campione, chiamate “scuole sentinella “, circa 200, da nidi fino alle superiori, distribuite in tutte le province della regione.
La rilevazione viene effettuata tutte le settimane e riguarda le assenze di un giorno stabilito.
Questi dati saranno inviati dalle Aziende Usl alla Regione e, insieme al sistema di sorveglianza delle sindromi simil-influenzali (rilevate e segnalate ogni settimana alla Regione e all’Istituto superiore di sanità dai “medici sentinella”: pediatri e medici di famiglia che si sono dichiarati disponibili a svolgere questo compito), alla sorveglianza tempestiva dei casi gravi sospetti di influenza ricoverati e al monitoraggio degli accessi al Pronto soccorso e relativi ricoveri per influenza o sindromi correlate, permettono di avere un quadro costantemente aggiornato dell’andamento della epidemia da A H1N1 in regione.
Anche la scuola è coinvolta nell’offerta della vaccinazione. Dopo gli operatori sanitari e socio-sanitari, presumibilmente nel mese di novembre (non appena arriveranno altre dosi di vaccino inviate dal Ministero della salute), la vaccinazione sarà offerta anche agli operatori scolastici (ricompresi tra gli addetti ai servizi essenziali). Saranno inoltre coinvolti i bambini con patologie croniche o disturbi del sistema immunitario e i bambini che frequentano i nidi d’infanzia. Successivamente, la vaccinazione sarà proposta anche a tutti i bimbi e i ragazzi che frequentano classi dalle scuole materne fino alle scuole secondarie di secondo grado.
VISUALIZZA >>>Dati relativi all'influenza A H1N1
Ultimo aggiornamento 11 ottobre 2009

giovedì 15 ottobre 2009

Ata transitati dagli enti locali allo Stato: Oltre alla beffa il danno!!!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Questo è quanto sostengono alcuni amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, transitati dagli Enti Locali allo Stato dal 1 gennaio 2000.

Questo tanto atteso passaggio previsto dall’art. 48 C.C.N.L. che doveva dare una risposta agli ex VI livelli transitati dagli EE.LL., ha ignorato l’esistenza di questo personale, così come ha ignorato l’accordo del 20/7/2000 in applicazione dell’art. 8, che stabiliva l’accesso di diritto all’area “C” con diritto agli arretrati a far data dal 1.1.2000.

Alcuni di questi Assistenti Amministrativi in questi anni, sulla base dell’esperienza acquisita nell’Ente Locale di provenienza sono stati utilizzati come DSGA, sopperendo ai vuoti lasciati dalla normativa e consentendo alle scuole un regolare servizio.

Lo scopo di questa nota è quello di ricordare ai nuovi soggetti del governo che, nell’accettazione della carica, si erano impegnati a guardare con maggiore attenzione quanto successo nella scuola con i precedenti governi.

Il passaggio del personale dagli EE.LL. è stato gestito con enorme ricaduta sia sui dipendenti stessi che sulla scuola, senza tenere conto dell’enorme danno all’Erario per le spese legali dovute alle cause perse dallo Stato in seguito alle migliaia di ricorsi presentati dai dipendenti che si sono visti “scippare” tutta l’anzianità maturata presso l’Ente Locale di provenienza, nonché, come nei casi degli ex VI livelli, anche del grado già acquisito a seguito di regolare concorso e che è stato completamente ignorato.

Inoltre la Legge Finanziaria ha cancellato le sentenze che riconoscevano tutto il servizio prestato nel ruolo di provenienza.

Solo a Milano circa 7.000 tra amministrativi, tecnici ed ausiliari in modo coatto sono stati trasferiti allo Stato (di cui al momento circa 4.000 stanno continuando il loro lavoro con uno stipendio, a parità di anni di servizio, diverso dal collega, mentre gli ex VI livelli, così come altri assistenti amministrativi già statali, ancora una volta hanno coperto i vuoti lasciati dall’Amministrazione, assumendo il ruolo di DSGA e senza nessuna prospettiva di sistemazione in questo ruolo.

In conclusione, per le sue esposte considerazioni, oltre al problema dell’inquadramento economico, va ricercata una soluzione di stabilizzazione di questo personale, oltre che di quello proveniente dallo Stato ma che ha assunto in questi anni le funzioni di DSGA, nell’ambito del provvedimento di attuazione dell’art. 48, consentendogli l’accesso diretto ai corsi per l’area “D”.
By Blog di Karen Maria Caterina Donofrio

domenica 11 ottobre 2009

Le pulizie le devono fare i bidelli?Va bene. Ma senza eccezioni

da QN IL GIORNO Milano VENERDì 9 Ottobre 2009
POCHE LE SCUOLE CON IL SERVIZIO IN APPALTO E IN ALCUNI ISTITUTI I PRECARI DENUNCIANO DISCRIMINAZIONI

di GIORGIO GUAITI« LE PULIZIE? Qualcuno le fa,qualcuno no »Franco ha 43 anni,fa il bidello da tre anni. Prima aveva un’attività in proprio. Lavora in una elementare,contratto annuale:la strada per entrare in ruolo è ancora in lunga.
« Nella mia scuola-racconta-non ci sono appalti esterni. Le pulizie le facciamo noi.Nel senso di noi precari,perché quelli di ruolo le fanno molto raramente».
« Loro-spiega-sono privilegiati.Gli orari li fissa la segreteria e i colleghi di ruolo sono quasi sempre sui primi due turni,al mattino. A noi ci mettono di pomeriggio e le pulizie si fanno di pomeriggio. Risultato: tocca sempre,o quasi , a noi».
«Non è pero – conclude - che sia cosi ovunque. Nella scuola dov’ero l’anno scorso funzionava tutto alla perfezione: turni uguali per tutti. Erano esclusi soltanto quelli esonerati per problemi fisici riconosciuti dalla legge104».
Le pulizie-ha detto il ministro Gelmini - le facciano i bidelli. Basta con gli appalti a ditte esterne! A Milano il problema non è particolarmente sentito. Le scuole con contratti esterni sono poche,ma anche dove a lavorare sono i collaboratori esterni i motivi di polemica non mancano. A sentire Franco e altri suoi colleghi il ministro dovrebbe aggiungere un dettaglio alla sua esternazione:«le facciano tutti i bidelli».
Sul fronte sindacale nessuno del resto contesta la validità dell’indicazione ministeriale,ma con qualche precisazione.
«La Gelmini - dice Attilio Paparazzo ,segretario della Cgil scuola - ha perfettamente ragione. Le pulizie toccano a bidelli. Ammesso che i bidelli ci siano. Il problema però è che quest’anno ci hanno tagliato i posti per oltre 700 non docenti,almeno 500 dei quali destinati a collaboratori scolastici. Già era difficile garantire sicurezza,vigilanza e igiene con i vecchi organici. Con 500 bidelli in meno…».
« Comunque - conclude -a Milano e provincia il fenomeno degli appalti esterni è estremamente contenuto Sono poche le scuole che hanno affidato le pulizie a ditte specializzate e in genere non sono neppure soddisfatte. Le imprese utilizzano personale saltuario , che cambia in continuazione,spesso inesperto. Sicuramente meglio utilizzare il personale interno. A patto che il ministro ce lo dia. Invece ci aspettano altri due anni di tagli».
Più articolata la spiegazione di Leonardo Donofrio, dello IUniScuola.
«Il problema - precisa - è cominciato nel 2000 ,con il passaggio dei collaboratori scolastici dagli Enti locali,Comuni e Province,allo Stato. Allora alcune scuole utilizzavano personale esterno e la situazione e proseguita con lo Stato,ma andando sempre a ridursi. A Milano interessa pochissime scuole».
«Nulla da eccepire – aggiunge - sulle indicazioni del ministro ,ma c’è il problema della situazione pratica. A Milano e provincia gli istituti scolastici sono 490,articolati in quasi 1.500 sedi e spesso è difficile distribuire i bidelli di una scuola fra le diverse sedi. Anche perché alcuni collaboratori sono esonerato dalle pulizie per motivi fisici,altri perché fanno assistenza ai portatori di handicap,altri ancora perché qualificati come “personale di riguardo”, con mansioni diverse»